Sostegno a distanza

Il termine “adozione a distanza” é quello che risulta di uso più comune ma il termine corretto è “sostegno a distanza” che meglio consente di comprendere la realtà di questo tipo di aiuto.

Il sostegno a distanza:

  • È rivolto generalmente a favore dei bambini, ma può essere rivolto anche ad altri soggetti (adulti, famiglie, gruppi, ecc.).
  • Non è un intervento assistenziale, ma mira a creare una “relazione” tra donatore e beneficiariomediato dalla organizzazione che si occupa di gestire le risorse e di tenere i contatti con i beneficiari. Tale relazione, dal punto di vista pratico, non può essere realizzata in modo uniforme, in relazione ai contesti socio culturali nei quali si opera e delle modalità di gestione da parte dell’organizzazione.
  • Non è una mera beneficenza.
  • È una forma di solidarietà nei confronti delle persone che si trovano in condizioni di particolare debolezza e difficoltà, per consentire alle stesse di migliorare la loro situazione.
  • Consente al donatore di sentirsi parte attiva, di venire a conoscenza di contesti socio culturali totalmente diversi, dei risultati conseguiti e dell’esito del progetto sostenuto.
  • L’aiuto non si esaurisce in un’unica volta, ma è prolungato nel tempo, a seconda del progetto che si sostiene e del tipo di risultato che ci si prefigge di ottenere.
  • Costituisce, per il donatore, di un impegno esclusivamente morale, mai giuridico.

È poi necessario illustrare chiaramente le modalità con le quali gestiamo le donazioni destinate ai sostegni a distanza e quali siano i riscontri e le informazioni che il donatore riceve, onde evitare aspettative diverse da quelle che, nella concreta e specifica realtà, possano essere soddisfatte.

Vi sono poi delle concrete differenze tra i sostegni a distanza che riguardano bambini che vivono con le loro famiglie di origine (bambini esterni) e quelli di bambini che invece vivono e sono stabilmente ospitati presso il nostro Villaggio.

Bambini “esterni”.

È molto diffusa l’idea che il sostegno a distanza consenta di instaurare sempre un rapporto diretto con il bambino e che tale rapporto si sostanzi in uno scambio di lettere, disegni, foto, o invio di regali.

Nei sostegni a distanza da noi gestiti, tale tipo di rapporto è del tutto impossibile: 

  • Per motivi materiali quali, ad esempio la scrittura, che, in Etiopia, utilizza caratteri con una grafica diversa dal nostro alfabeto (così come l’alfabeto cirillico, arabo, ecc.) ovvero perché i bambini assistiti vivono in villaggi sparsi nel territorio e non vicini al nostro Villaggio, spesso non raggiungibili con il fuoristrada, ma solo a piedi
  • Per motivi materiali, perché, in questi villaggi, la vita è di pura sopravvivenza, legata al lavoro nei campi, all’allevamento di uno scarsissimo bestiame, con genitori spesso analfabeti e con i bambini, anche piccolissimi, che partecipano a tutte le attività quotidiane, incluso il lavoro nei campi, la raccolta ed il trasporto dell’acqua, della legna o dello sterco da usare come combustibili, la cura dei fratellini più piccoli.
  • Per motivi culturali e personali, in quanto lo scambio di corrispondenza è del tutto estraneo alla cultura locale e dove l’unica “attività” sociale, per i bambini, è costituita dalla frequenza della scuola
  • Per motivi culturali e personali, perché sapere che il sostegno proviene da un singolo ed identificato donatore ed avere con lo stesso una conoscenza diretta può – proprio per mentalità e cultura locali – spingere i genitori, le madri in particolare, a non impegnarsi nei gruppi di lavoro, ma ad assumere la posizione passiva di assistito, cioè di chi aspetta unicamente che qualcun altro pensi a lui.
  • Per la concreta realtà locale. In tale situazione, l’esigenza primaria è quella di garantire il cibo e la frequenza della scuola dei bambini.

Le modalità operative del sostegno dei bambini “esterni”, prevedono degli incontri periodici, quando le mamme vengono a ritirare gli aiuti finanziari e possiamo verificare la situazione del bambino e le eventuali necessità sanitarie, alimentari, scolastiche, ecc.

Le nostre modalità informative prevedono che:

  • all’inizio del sostegno, venga inviata una foto del bambino con una scheda personale nella quale sono riportati i dati anagrafici e la descrizione sintetica della situazione familiare.
  • la foto venga rinnovata annualmente, in occasiona del Natale, per consentire di seguire la crescita del bambino. A tal proposito è opportuno precisare che i bambini dei villaggi indossano vestiti molto consumati, sporchi e sono spesso anche senza scarpe. Fa però parte di una mentalità radicata per cui, anche regalando dei capi nuovi, li vendono continuando a portare i vecchi. Nei casi in cui risulta necessaria la sostituzione, tratteniamo il vestito vecchio, per essere certi che vengano utilizzati i capi nuovi.
  • l’informativa generale della nostra attività e dei risultati ottenuti avvenga tramite l’invio delle nostre newsletters e della relazione riassuntiva che viene inviata a Natale, unitamente al rendiconto delle somme ricevute.
  • il nostro sito consente di avere una ampia informativa su tutta la nostra Fondazione e sull’attività svolta. Vi sono infatti pubblicati i dati della nostra Fondazione, il bilancio annuale, la relazione sulla gestione, il bilancio sociale nonchè foto e filmati che consentono di avere anche una conoscenza visiva delle attività svolte.
  • ogni donatore possa chiedere, via internet, notizie concernenti la nostra attività. A ciascuno è garantita risposta.

Riteniamo che in tal modo, ciascun donatore possa avere conoscenza e “condividere” in modo più appropriato e consapevole la realtà locale e l’attività svolta.

Dal punto di vista finanziario è necessario precisare che tutta l’attività svolta dalla nostra Fondazione in Etiopia, fa parte di un unico progetto di aiuto in favore dei bambini, delle donne e, comunque di tutta la comunità locale.

Pertanto:

  • L’importo del sostegni a distanza richiesto ai donatori, è fisso ed eguale per tutti, indipendentemente dalle esigenze della famiglia del singolo bambino, in rapporto alla concreta situazione familiare e, quindi, dall’ammontare erogato al beneficiario.
  • Il denaro relativo al sostegno a distanza viene utilizzato a favore del beneficiario in senso ampio, cioè di tutta la sua famiglia
  • L’importo viene utilizzato, preferibilmente, come integrazione del compenso di un’attività lavorativa svolta dai genitori (ad esempio il personale che lavora nel Villaggio e le donne che partecipano ai gruppi di lavoro)
  • Le erogazioni dirette in denaro avvengono quando i genitori od i parenti responsabili del bambino non sono in condizioni di lavorare per malattia, anzianità, menomazioni fisiche, o vivano in villaggi privi di opportunità di lavoro, madri con famiglie numerose. In questi casi, comunque eroghiamo le somme necessarie a garantire il cibo, il pagamento delle tasse scolastiche e forniamo abbigliamento, latte per neonati, medicinali.
  • L’importo può essere parzialmente utilizzato, per le eccedenze, a favore di tutta l’attività del nostro progetto in Etiopia o di situazioni non coperte dal sostegno a distanza
  • L’ammontare degli aiuti erogati a favore del beneficiario pertanto, può non corrispondere alle somme donate per il sostegno a distanza.
  • sostegno a distanza” non comporta alcun obbligo giuridico ma, auspicabilmente, lo stesso dovrebbe durare nel tempo e seguire il bambino nella sua crescita.

Per sottoscrivere un sostegno, vai alla scheda e inviala

Dopo aver ricevuto sia la scheda che il versamento, invieremo la foto del bambino assegnato.

Sostegno a distanza dei bambini del “Villaggio”

Il “sostegno a distanza” di un bambino del Villaggio, è in parte diverso da quello rivolto a un bambino esterno, anche se si concretizza sempre in un aiuto economico.

Questo tipo di sostegno, ancor più di quello dei bambini “esterni” illustrato, richiede, da parte degli adottanti, una piena condivisione delle linee di comportamento di seguito illustrate e che mirano a far crescere dei ragazzi e delle ragazze preparati per il “loro” mondo, ma con una piena coscienza del loro ruolo e della loro responsabilità di futuri uomini e donne e di futuri genitori. 

  • L’aiuto economico, ovviamente, non viene utilizzato esclusivamente per quel bambino, ma contribuisce alla gestione del Villaggio e al sostegno di tutti i bambini orfani che vivono all’interno. Diversamente, il bambino che non ancora “adottato” non potrebbe essere aiutato.
  • Anche gli altri aiuti materiali, eventualmente inviati dal singolo “adottante” – giocattoli, vestiti ed abbigliamento – vengono utilizzati comunitariamente, a seconda delle necessità.
  • Non è prevista corrispondenza diretta con il bambino, perché creerebbe sicuramente problemi tra i bambini che ricevono lettere e si sentirebbero privilegiati rispetto a quelli che non le ricevono.
  • Ai bambini che vivono nel Villaggio, non diciamo che ognuno di loro ha un singolo “adottante”. Sanno che noi siamo in Etiopia perché vogliamo loro bene, desideriamo aiutarli a crescere in modo migliore, farli studiare, educarli, sostenerli per il loro futuro e molti amici italiani aiutano e sostengono in questa iniziativa. A questa spiegazione riteniamo necessario e sufficiente fermarci, evitando personalizzazioni che creano disagi, false e fantasiose aspettative.
  • Lo stesso, con tutta evidenza, avviene per il “Villaggio”, che è una vera e propria “grande famiglia” come diffuso e normale nella cultura africana.

Il sostegno a distanza di uno dei bambini che vivono in permanenza nel Villaggio, prevede:

  • L’ alloggio, il vestiario e il vitto, fornito attraverso la mensa interna al Villaggio, così da poter fornire una sufficiente e adeguata alimentazione;
  • L’assistenza sanitaria, sottoponendo gli orfani del Villaggio alle vaccinazioni, la disponibilità dei principali medicinali di uso comune, la presenza delle tre infermiere professionali del Centro di Emergenza,
  • La frequenza del completo ciclo di studi scolastici e, al termine, di corsi universitari ovvero di corsi di formazione professionale adeguati alle capacità personali ed alle concrete possibilità di impiego (meccanico, fabbro, elettricista, falegname, parrucchiera, sarta, ecc.).
  • L’educazione igienica, imponendo la regola della doccia quotidiana serale e del lavaggio delle mani prima di ogni pasto .
  • L’ integrazione dell’educazione scolastica ricevuta nella scuola pubblica, scarsa e limitata principalmente all’Etiopia, attraverso corsi di inglese, insegnanti di sostegno, visione di film e documentari, la conduzione della scuola materna interna .
  • La formazione culturale e umana – nel rispetto di quella locale – favorendo la nascita del senso di responsabilità, fiducia nelle proprie capacità personali, coscienza della propria dignità personale, rispetto della dignità altrui, comprensione che la loro vita futura dipende dal loro impegno, volontà e responsabilità.
  • L’invio al sostenitore, due volte all’anno (luglio e dicembre), delle foto del bambino sostenuto per seguirne costantemente la crescita e i risultati scolastici conseguiti.

Se consideriamo che il vero amore consiste nel volere il bene dell’altro, è evidente che, per il donatore, sapere tutto questo e comprendere che, grazie al suo intervento ed alla sua generosità, ad un bimbo etiopico vengono offerte tutte queste insperate possibilità, faccia nascere un naturale rapporto affettivo, fino a sentirlo parte della propria famiglia.

Senza dimenticare, però, che resta un membro lontano e non conosciuto, se non tramite delle foto e delle sintetiche notizie , che appartiene a un altro mondo, diverso dal nostro, per cui il nostro amore, affetto e tenerezza devono comunque tenere conto del necessario ed esistente distacco.

Perché la prima regola dell’amore è proprio che “non c’è vero amore senza distacco”.

Per sottoscrivere un sostegnovai alla scheda e inviala

Dopo aver ricevuto sia la scheda che il versamento, invieremo la foto del bambino assegnato.

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