A cena tra amici


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Nel popolare quartiere del Tufello, a Roma, è nata, a cura di un gruppo di nostri cari amici, l’iniziativa di aiutare famiglie e persone, principalmente italiane, che si trovano in situazioni di difficoltà familiare, abitativa, lavorativa, sociale.

Si tratta di persone che vivono in modo assai precario, famiglie che hanno perso il lavoro, persone sole, anziani senza alcun legame familiare che non hanno mezzi di sostentamento o che non riescono a sopravvivere con la modesta pensione.

In moltissime di queste situazioni, non esistono forme di assistenza che consentano di superarle o, quanto meno, di dare un concreto aiuto al loro superamento.

Famiglie che erano vissute sia pure con risorse limitate, ma dignitosamente, si trovano, a causa della perdita del lavoro, improvvisamente senza un’abitazione non potendo più pagare l’affitto, con figli che ancora frequentano la scuola.

La estrema difficoltà per una persona non più giovane, ma ancora in grado di lavorare per diversi anni, di trovare un qualsiasi lavoro sostitutivo, rende la situazione drammatica e il dover vivere in modo del tutto precario, in locali magari adibiti a ripostigli, garage, o ricavati chiudendo con delle lamiere delle rientranze delle mura di qualche cortile interno o di qualche androne di palazzo, senza servizi igienici, rende la sopravvivenza veramente al limite, acuita dalla vergogna della situazione che, senza colpa, si sta vivendo ed alla quale non si era abituati, ancor più penosa perché vissuta in un contesto di sostanziale benessere generale.

Si è pensato allora di offrire a queste persone una cena settimanale, scelta dovuta al fatto che tutti gli enti che si occupano di questo problema, offrono il pranzo, mentre la cena non è coperta quasi da nessuno.

A coloro che partecipano alla cena è anche data l’opportunità di parlare con i volontari, alcuni dei quali psicologi, per raccontare i loro problemi o per parlare con coloro che occupano a tavola i posti vicini, delle proprie difficoltà o esperienze, stringere amicizie, godere un momento di convivialità.

È ben noto difatti, che a tavola, si crea un’atmosfera che facilita i rapporti

La cena, pertanto, oltre a essere un necessario ristoro fisico, diventa anche l’occasione per svolgere, in vari modi, anche la funzione di centro di ascolto.

A seconda delle situazioni, l’aiuto si concretizza anche nella fornitura di quei medicinali che altrimenti le persone non potrebbero acquistare, o sostenimento di alcune spese indispensabili.

I fruitori dell’iniziativa sono, al momento, circa 70, sostanzialmente raddoppiati dall’inizio dell’anno.

Abbiamo partecipato ad alcune cene e, verificata la utilità ed efficacia della iniziativa, abbiamo offerto la nostra partecipazione, sostenendo il costo per aggiungere una ulteriore cena settimanale e rendere così più concreto e costante l’aiuto, riservandoci, ove possibile, di incrementarlo ulteriormente

La gestione del progetto comporta l’impegno personale dei volontari, ma con l’aumento delle persone assistite, alcuni lavori, come la preparazione dei pasti, richiederanno l’intervento di terzi che devono essere remunerati