Il Centro di Emergenza

All’interno del Villaggio opera anche un “Centro di Emergenza” per il primo soccorso, l’accoglienza e la cura di bambini gravemente denutriti , che arrivano dai villaggi circostanti.

Il “Centro di Emergenza” può ospitare contemporaneamente fino a 15/20 bambini con le loro mamme.

Si tratta di un centro destinato a fronteggiare, attraverso una terapia alimentare, le situazioni di grave e gravissima malnutrizione e disidratazione (marasmus – caratterizzata da estrema magrezza, disidratazione, ventre gonfio – per carenza assoluta di cibo; “kwashiorkor” – magrezza ma con gonfiore abnorme del viso, mani e piedi – per carenza di proteine).

Bambini così denutriti e disidratati da essere oramai solo ossa, tenute insieme da tendini e pelle, perchè anche i muscoli non ci sono più. Testine con occhi a volte enormi, sproporzionati, altre volte con occhietti piccoli ed ormai spenti, senza più vita, anche se la vita ancora sembra esistere, in un respiro che non riesci nè a sentire nè a vedere e che, con fatica, puoi percepire solo in silenzio, con attenzione e trepidazione.

La cura dei bambini è basata principalmente sulla terapia alimentare che può avere una durata variabile ma, nella maggior parte dei casi, richiede qualche mese di ricovero.

Latte speciale arricchito di vitamine ed olio, in piccole e ripetute dosi giornaliere, per i più piccoli.

Latte, zucchero e cibo variato ed integrato – carne, uova, cereali, verdure fresche – per i bambini più grandicelli, mangiato insieme all’immancabile “injera”, il pane locale ottenuto da un impasto fermentato di “theff”, il cereale locale. E, per tutti, acqua pulita e sicura.

Spesso le condizioni dei bambini, al loro arrivo da noi, sono gravissime e complicate da altre gravi malattie (tubercolosi, malaria, ecc.) derivanti dal loro stato di estrema debolezza e denutrizione.

Poi, piano piano, tornano le forze, lo sguardo riprende luce e vita, le manine cominciano a muoversi. Poi, finalmente, i primi pianti!

Il pianto è il segno del miglioramento delle forze che ritornano. E sono pianti che danno a tutti una gran gioia perchè sono il segno che “forse ce la facciamo anche questa volta”.

Il “Centro” è divenuto un punto di riferimento per la gente che vive nei villaggi, sperduti tra le montagne ed a diverse ore di cammino da Adwa.

Nel “Centro” vengono ovviamente assistiti e curati, per le normali esigenze legate alle malattie dell’infanzia, anche gli orfani che vivono nel “Villaggio”, nonché i bambini che sono assistiti attraverso i sostegni a distanza.

Alcuni bambini ci sono inviati dal locale ospedale, non attrezzato anche perché la terapia alimentare di emergenza, tra l’altro, ha costi assai elevati, tra cibo, integratori alimentari, antibiotici, materiali sanitari, stipendi delle infermiere, ecc..

Anche il Centro di Emergenza, come il Villaggio, è veramente un piccolo “paradiso” per i bambini che vi sono ospitati.

A Marzo 2020 risultavano complessivamente accolti nel “Centro di Emergenza” più di 520 bambini gravemente denutriti, molti anche seriamente ammalati (Tbc, polmonite, Aids, ecc).

I guariti sono più del 95%.

Attraverso il “Centro di Emergenza”, alla medesima data, era stata fornita assistenza gratuita (visite, medicine, ricoveri, ecc.) complessivamente a oltre 1.500 persone. Di queste, alcune decine sono state inviate agli ospedali di Addis Ababa o di Mekellè per le cure, sostenendo tutti i costi di viaggio e soggiorno.

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