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    Fondazione James non morirà


    email: info@jamesnonmorira.org


    Sul Bilancio al 31/12/2006
    (estratto)

    La presente “Relazione sull’Attività” (tecnicamente la “relazione di missione”), si sintetizza nei seguenti aspetti:

    1) L’Identità
    2) Le finalità
    3) Le risorse finanziarie
          a) L’acquisizione delle risorse
          b) L’utilizzo delle risorse
          c) Il rapporto con gli offerenti
    4) L’organizzazione
    5) L’attività svolta, i valori sociali, i beneficiari
          a) Il Villaggio dei Bambini
          b) Il Centro di Emergenza
          c) I Progetti di Lavoro
          d) Aiuti a famiglie e persone bisognose
    6) Gli “stakeholders” (portatori di interessi)

    1) L’identità.
    La Fondazione è una onlus, costituita ad aprile 2002 dai quattro componenti di un nucleo familiare. La sede è in Roma; l’attività è svolta in Etiopia, ad Adwa, ai confini con l’Eritrea, dove Francesco Romagnoli, uno dei fondatori, si è trasferito permanentemente nel 2002, e dove vive insieme alla moglie, Nevia Farè. Entrambi svolgevano l’attività di commercialista.

    2) Le finalità (la Mission)
    “Aiutare a non avere più bisogno di aiuto” attraverso:
       a)   aiuto i più poveri ed i più bisognosi, in modo gratuito, pieno e completo
       b)   privilegiando: orfani, ammalati, denutriti, vedove, donne sole, handicappati e infermi.
       c)   promozione della persona umana e della sua dignità, cercando di creare occasioni di lavoro
            e indipendenza, anche economica, evitando ogni assistenzialismo gratuito.
       d)   lo scopo della Fondazione è quindi quello di “aiutare a non avere più bisogno di aiuto”
       e)   avvalersi di un volontariato pieno, completo e gratuito, non solo dei fondatori
            ma anche di tutti coloro che decidano di collaborare con la Fondazione, in qualsiasi modo e campo

    Volontariato attivo significa che ciascuno si impegna in prima persona, senza alcun compenso od indennità; che la disponibilità di ciascuno è del tutto libera, ovviamente coordinata con la Fondazione; che occorre attivarsi per far conoscere la nostra attività attraverso il passaparola. Tutti i fondatori prestano la loro opera in modo completamente gratuito, inclusi Francesco e Nevia che non percepiscono alcun compenso od indennità per la loro attività, che pure è svolta a tempo pieno in via permanente e continuativa.

    Si comprende quindi l’assenza di qualsiasi spesa di amministrazione, pubblicitaria o promozionale.
    Al momento i nostri interventi sono così concretizzati:
       a)  il “Villaggio dei Bambini”;
       b)  il “Centro di Emergenza Alimentare”;
       c)  i “progetti di lavoro” per la promozione della donna attraverso il lavoro femminile;
       d)  l’aiuto a famiglie ed a persone bisognose, che si trovino in situazioni di particolare difficoltà, solitudine,
       e)  Il sostegno di specifici progetti

    Parallelamente a tali attività di pura erogazione di risorse economiche e finanziarie, viene svolta una attività di coinvolgimento di tutti i sostenitori e donatori attraverso:
       f)  invio periodico di “newsletter” per aggiornare sull’attività svolta, rendere partecipi della stessa
            per facilitare una sensibilizzazione e comprensione delle problematiche – altrimenti non immaginabili
            - esistenti nei luoghi e nelle realtà umane e sociali dove operiamo;
       g)  contatti epistolari personali con coloro che lo richiedono, per approfondimenti legati alla nostra attività;
            per volontariato e collaborazione;
            per invio di indumenti od altri materiali;
            per legami amicali che si creano a seguito di affinità rilevate dalla corrispondenza od in relazione
            a problematiche personali e familiari delle quali veniamo portati a conoscenza.

    3.a) L’acquisizione delle risorse finanziarie.
    Le risorse finanziarie provengono esclusivamente da privati, inclusa qualche impresa privata. Non viene svolta alcuna attività commerciale, non si utilizzano finanziamenti di enti nazionali o sopranazionali. Questo rende liberi da ogni vincolo e dipendenza legati alla entità del finanziamento od al finanziatore, consentendoci libertà di azione, rapidità di decisioni, e totale indipendenza da risultati prestabiliti. Non vi sono spese pubblicitarie o promozionali, perchè la politica della Fondazione non è quella di tendere ad aumentare le risorse, anche attraverso campagne pubblicitarie o promozionali, ma di lasciare che la crescita, se deve esservi, sia legata unicamente al passaparola.

    La nostra visibilità è affidata al sito internet (www.jamesnonmorira.org).

    3.b) L’utilizzo delle risorse finanziarie.
    Il volontariato dei fondatori elimina le spese di amministrazione. I costi generali (0,2% nel 2007) riguardano le spese bancarie, postali ed una linea telefonica. Tutte le risorse sono destinate alle finalità istituzionali, erogate immediatamente o vincolate al “Fondo futuro bambini” ed al “Fondo disponibilità”. Con il “Fondo futuro bambini” si costituiscono le risorse da utilizzare per assistere i bambini quando usciranno dal Villaggio, (costruire la casa, sostenerli nella ricerca di un lavoro o per avviare un’attività artigianale, eventuale mantenimento agli studi universitari). Si tratta di impegni che si manifesteranno negli anni futuri, ma parte integrante del nostro intervento e per i quali occorre, annualmente, accantonare le necessarie risorse. Si sottolinea peraltro, che alcuni dei bambini sono già adolescenti, per cui il problema comincerà a porsi, per la prima volta, entro tre o quattro anni. Il “Fondo disponibilità” costituisce una “riserva gestionale” alla quale attingere per far fronte alle spese legate a nuove necessità, nuove iniziative e progetti od alle spese di manutenzione che non possano essere sostenute con le somme introitate annualmente.

    3.c) Il rapporto con gli offerenti.
    Attraverso una corrispondenza diretta, si privilegia l’aspetto personale per creare una cerchia di sostenitori che condividano le nostre modalità di agire e le nostre finalità. Le lettere, nelle quali i donatori parlano della “nostra” Fondazione o dei “nostri” bambini, testimoniano tale coinvolgimento. Ciò comporta quindi una corrispondenza diretta che, in moltissimi casi, si arricchisce di dettagli e notizie personali, creando un legame di amicizia e condivisione che va ben al di là del puro e semplice rapporto economico della donazione, ma entra in quello interpersonale, diretto ed amichevole, dando luogo ad un periodico e permanente scambio di corrispondenza. L’aspettativa di essere informati sull’attività e sulla destinazione delle offerte avviene: per le offerte libere con l’invio di una lettera personale di ringraziamento; per le adozioni a distanza, con invio di una foto del bambino assegnato (rinnovata annualmente) ed una scheda informativa sulla sua situazione familiare; per le adozioni a distanza dei bambini che vivono all’interno del Villaggio, si invia, in più, una “storia” del bambino, mentre le foto vengono rinnovate semestralmente. A chi possiede l’e-mail, vengono inviate due newsletter all’anno e, a Natale, una informativa sull’attività svolta; una sintesi del bilancio; una “riflessione” natalizia.

    4) L’organizzazione
    L’organizzazione è basata esclusivamente sul volontariato totalmente gratuito, concentrato a livello familiare e di alcuni occasionali aiuti esterni. Una giovane coppia – Francesco e Nevia - vive stabilmente ad Adwa, in Etiopia, all’interno del Villaggio dei Bambini”, che funge anche da nostra base operativa, dove si occupa personalmente della gestione in loco di ogni aspetto della nostra attività, senza percepire alcun compenso od indennità. I genitori e la sorella di Francesco - tutti fondatori di “James non morirà” - vivono in Italia, gestiscono gratuitamente la contabilità, le offerte, le adozioni a distanza e la corrispondenza con i donatori, mettendo a disposizione i locali e i beni strumentali, sostenendo personalmente altri costi (condominiali, cancelleria, fotocopie, carta, foto). Gli altri volontari sono medici ed alcuni giovani che si sono impegnati con i bambini o con la nursery. Gli unici costi generali sono legati alle spese bancarie e postali ed al costo di una linea telefonica. Gli stessi, peraltro, sono contenuti entro limiti ristrettissimi, perchè si cerca, per quanto possibile, di utilizzare internet per tutte le comunicazioni, per ottene rapidità ed abbattimento dei costi postali.

    5) L’attività svolta, i valori sociali, i beneficiari.
    Per quanto concerne gli aspetti operativi in Etiopia si deve segnalare che l’attività è svolta secondo le seguenti principali direttrici.

    5.a) “Villaggio dei bambini”
    E’ una struttura permanente che accoglie ed ospita gli orfani abbandonati Si compone di 16 casette, in ognuna delle quali vivono 6/8 bambini, con una donna locale che funge da Tata. In totale saranno ospitati 100 bambini, con un ingresso annuale di 20/25. Alla fine del 2007 erano già ospitati quasi 60 bambini, la maggior parte dei quali con età variabile da pochissimi giorni fino a 4/5 anni, ma con qualcuno di età superiore. La finalità è di dare agli orfanelli una casa ed una famiglia. Crescerli ed educarli con l’amore e la cura che ogni genitore dedica ai propri figli, per trasmettere principi, valori e conoscenze che permettano loro di affrontare la vita nel modo migliore. Il “Villaggio” resterà così un punto di riferimento anche nella loro vita futura. Oltre all’aspetto affettivo, che viene considerato principale e fondamentale, i bambini sono seguiti anche sotto tutti gli altri aspetti, sanitario, igienico, educativo, e scolastico. L’aspetto educativo e scolastico che è integrato da uno staff locale che fornisce assistenza per i compiti scolastici, per l’inglese e per alcune attività didattiche integrative (manuali, logiche, ecc.). A tale staff educativo si cerca di trasmettere – illustrandoli in modo che possano essere condivisi - nozioni, principi, valori e linee guida, che permettano di renderlo partecipe, coinvolto e consapevole della propria attività e, in un ottica di lungo periodo, anche autonomo Il sostegno di questi bambini avviene attraverso le specifiche “adozioni degli orfani del Villaggio”.

    5.b) “ Il Centro di Emergenza”
    È una struttura all’interno del Villaggio, dove possono essere ricoverati 15/20 bambini gravemente denutriti, con le loro mamme. L’assistenza, sopratutto alimentare, viene integrata da quella medica ed infermieristica, grazie alla presenza permanente di due infermiere e di un medico locali. Considerato il motivo del ricovero, la degenza è almeno di 60/90 giorni. Durante il ricovero si cerca di dare, alle giovanissime mamme, alcuni rudimenti di igiene ed alimentazione. Il medico e le infermiere assistono anche gli orfani che vivono nel “Villaggio” e quelli in adozione a distanza, che vivono presso le proprie famiglie. La piccola struttura del “Centro” rappresenta una realtà assai importante, consentendo di evitare, salvo casi eccezionali, il ricovero dei nostri bambini presso il locale ospedale. Il sostegno avviene con le offerte: “regala un giorno di paradiso” perchè “il paradiso non può attendere” La struttura del Centro fornisce assistenza medica, sanitaria e infermieristica anche a favore di tutti i bambini in adozione a distanza, che vivono presso le proprie famiglie di origine.

    5.c) “I Progetti di Lavoro”
    Detti aiuti sono diretti a recare sostegno - in un’ottica di sviluppo e di miglioramento della situazione economica e sociale - a soggetti “esterni”, intendendo per tali quelli che vivono nelle loro abitazioni e non sono ospitati all’interno del nostro “Villaggio”. L’aiuto viene dato, principalmente, attraverso la creazione di “gruppi di lavoro”, formati da donne o da ex soldati gravemente invalidi, che vengono sostenuti con una formula simile al microcredito, adattato alla realtà locale. I “gruppi di lavoro”, vengono sostenuti con un microcredito che prevede aiuti decrescenti, fino a quando il progetto è in grado di proseguire autonomamente. Ciascun “progetto” è concordato con le autorità locali ed è finanziato, principalmente, con l’adozione a distanza dei figli delle donne che partecipano allo stesso. I “progetti di lavoro” costituiscono una opportunità, per le donne, di ottenere una indipendenza economica migliorando la situazione sanitaria e la qualità di vita nonchè di acquisire una coscienza della loro persona e della loro dignità. Riducono le situazioni di sfruttamento e la prostituzione come mezzo di sussistenza. Consentono di migliorare la situazione sanitaria e la qualità di vita. Combattono concretamente gli atteggiamenti legati all’attesa passiva di aiuti di tipo assistenzialistico, sollecitando invece le iniziative e le attività personali.

    I “progetti di lavoro” sono sostenuti con le adozioni a distanza dei figli delle donne impegnate in tali progetti.

    5d) “Aiuti a famiglie e persone bisognose”
    Tramite l’adozione a distanza si fronteggiano le necessità primarie: cibo, casa, vestiario, cure ed assistenza medica, frequenza della scuola, quando i genitori od i parenti con i quali il bambino vive non siano in grado di svolgere un’attività lavorativa per motivi di salute o di età.

    5e) “Progetti specifici”
    Quello realizzato nel 2007 riguarda la costruzione di una scuola per bimbi ciechi (capienza circa 100 bambini), l’unica della zona, che dovrebbe iniziare ad operare a Settembre 2008, con il nuovo anno scolastico e che offre ai bambini una insperata possibilità ed una prospettiva futura, per evitare, altrimenti, una vita da mendicanti.

    6) Gli “stakeholders” (portatori di interessi)
    Connesso ai valori sociali ed intangibili è il rapporto con gli “stakeholders”, cioè con i “portatori di interessi”, nei confronti della Fondazione e della sua attività.
    In tal senso le categorie di stakeholders vengono individuate nelle seguenti:

       1.   i donatori
       2.   i fornitori di beni e servizi
       3.   le autorità etiopiche

    Nei confronti dei soggetti di cui sopra, l’attenzione è sempre massima e tesa a fornire trasparenza e ad illustrare le nostre finalità e le modalità che seguiamo per conseguirle.

    A) Per la categoria dei donatori, sicuramente la principale categoria, l’aspettativa fondamentale è quella di essere informati sulle destinazione delle offerte e sulla quantità delle stesse destinate alle finalità benefiche istituzionali.
    La risposta a queste aspettative viene data attraverso un riscontro diretto a ciascun donatore:

       a)  per le offerte libere o destinate a specifiche attività o progetti, con l’invio di una lettera personale
            di ringraziamento e di attestazione della somma ricevuta;
       b)  per le adozioni a distanza, viene inviata anche una foto del bambino assegnato
            (rinnovata annualmente) ed una scheda informativa sulla sua situazione familiare;
       c)  per le adozioni a distanza dei bambini che vivono all’interno del Villaggio, si invia, in più,
             una “storia” del bambino, di come e perchè sia giunto al Villaggio, mentre
            le foto vengono rinnovate semestralmente, per seguirne la crescita;
       d)  a tutti i donatori vengono inviati, in occasione del Natale, una informativa sull’attività svolta;
             una sintesi del bilancio una “riflessione” natalizia, legata all’attività svolta;
            la foto rinnovata del bambino, nel caso di adozioni a distanza.

    Tali documenti sono comunque a disposizione di tutti, perchè presenti nel sito internet.

    b) Per i fornitori di beni e servizi attraverso la segnalazione delle finalità della Fondazione e privilegiando, ove possibile, i fornitori medio piccoli, con i quali è più facile stabilire un rapporto diretto, si cerca di ottenere un’attenzione alla qualità dei prodotti o servizi forniti e l’applicazione di prezzi o tariffe favorevoli. Ne sono esempio la fornitura al prezzo di costo o gratuitamente, di parte del materiale sanitario, e l’assistenza informatica gratuita, per il sito e per il software utilizzato.

    c) Per le autorità etiopiche attraverso un costante rapporto con le medesime. Oltre all’invio di rendiconti trimestrali dell’attività svolta, è significativa la collaborazione che nasce dalla segnalazione, da parte delle medesime, di casi e situazioni meritevoli del nostro intervento, nella scelta concordata di progetti di lavoro, nella realizzazione di progetti di interesse della comunità, nell’invio di bambini abbandonati, ritrovati da qualcuno, che li ha segnalati alla polizia.

    Appare però importante comprendere “come ci vedono” le autorità etiopiche e la gente, cioè i beneficiari.

    Consideriamo altamente significativo, a tale proposito, che le autorità etiopiche abbiamo voluto rilasciarci un formale attestato, nel quale si dichiara di apprezzare l’attività svolta dalla nostra Fondazione affermando testualmente che la nostra opera è finalizzata a “... la crescita della qualità della vita;”- “ ... rendere i poveri sufficienti ed indipendenti dagli aiuti esterni;” - “ ... le buone relazioni e la cooperazione, tesa a cercare di risolvere il problema della povertà” Altri due attestati di ringraziamento ci sono stati rilasciati per la ristrutturazione del reparto pediatrico dell’ospedale pubblico di Adwa, nonchè dall’ufficio degli affari sociali femminile il quale ha apprezzato la nostra attività in favore della “... riduzione della povertà ed alla espansione dell’educazione, specialmente in favore delle donne”. Inoltre, in occasione di un incontro con alcuni alti funzionari governativi, gli stessi hanno espresso apprezzamento sopratutto perchè la nostra attività è particolarmente mirata a promuovere e stimolare la crescita umana delle persone e la loro indipendenza, evitando quelle forme di assistenzialismo che, invece, tendono a rendere le persone sempre più dipendenti dagli aiuti. Quanto ai beneficiari. È particolarmente significativa una lettera, scritta dalle donne di uno dei “progetti di lavoro”, con la quale le stesse hanno espresso la loro riconoscenza scrivendoci che “... all’inizio era come un sogno ... ora tutto è completamente cambiato ... stiamo camminando con le nostre gambe, realizzando un vero miglioramento e cambiamento ...”.

    = = = = =

    I risultati conseguiti appaiono positivi, anche in prospettiva futura, per il radicamento nel territorio che si è verificato e per la molteplicità di costruttivi legami che si sono creati attraverso il nostro modo di operare. Riteniamo quindi che la nostra attività possa proseguire e svilupparsi anche nel futuro, aprendosi a quelle ulteriori possibilità di intervento che, nel tempo, si presenteranno.

    Questo è l’impegno di tutti i fondatori, verso i donatori e verso i beneficiari.

    Roma 28 aprile 2008

    Il Consiglio Direttivo


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