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    Fondazione James non morirà


    email: info@jamesnonmorira.org


    Da leggere la notte di Natale 2007


    ……per condividere.

    Cosa?

    Storie. Sono tutte qui, davanti a me, tanti fogli sparsi sulla scrivania.

    Fieven – Heden – Teghisti – Tebe……….

    Con una lievità sconcertante affondano i giovani passi nei ricordi, rivelando impronte
    straziate che lasciano sgomenti, che ci fanno sporgere e subito ritrarre su soglie di dolore, di sopportazione difficilmente immaginabili, accettabili.

    “ Il mio nome è Teghisti Bekele. Non so quando sono nata. Ho un fratello ma non so come si chiama, né dove è adesso. Quando mia madre era malata, una vicina l’ha chiamata per prendere il caffè, così lei sarebbe guarita.
    Mamma è andata dalla vicina in ginocchio, perché non poteva camminare.
    Era molto malata, così cucinavo io.Dopo il caffè è tornata a casa e io le ho dato da mangiare, ma lei ha inghiottito un solo boccone e si è messa a letto, così ho mangiato da sola, ma pure a me era passata la fame, così sono andata a letto
    e mi sono abbracciata a mia madre. Abbiamo dormito tutta la notte insieme, poi la mattina mi sono svegliata e quando l’ho guardata, i suoi occhi erano aperti.
    Anche la bocca era aperta ed era piena di mosche.
    Allora ho provato a svegliarla, ma lei non si svegliava…..”


    Teghisti - Ghennet – Fiore - Timnit – Tras………

    Sgranano le loro storie, tutte modulate su un’unica nota, con poche variazioni,
    monocordi per la solitudine, la fame, la paura.
    Escono dalla notte fitta, gelida, escono dal nulla e per un breve tratto “ trascorso “
    si lasciano intravedere, vestite di polvere, di fatica, di sole e di lacrime.

    ° ° ° °

    Ma questa è una Notte diversa da tutte le altre, ed è chiara, piena di calore
    e ricca di significato, spalancata sulla vita e nutrita di speranza e le storie
    che hanno desiderato scrivere sono il dono di Natale offerto a Francesco,
    a Nevia e ad ognuno di voi, sono segno della percezione che l’amore
    che si fa dono sa trasformare ogni cosa, sa tessere opere straordinarie,
    come generare una seconda volta:

    “ Non pensavo che la vita potesse essere così bella, e la mia adesso è bellissima. “

    “ Adesso non sono più la bambina di prima, ma sono nata un’altra volta e vivo felice.“

    e sa cambiare i nomi:

    “ Quando sono venuta al Villaggio e ho incontrato Francesco e Nevia ho deciso che volevo cambiare il mio nome, e così mi sono voluta chiamare Fiore.
    Il mio nome è Fiore Francesco.”


    “ Adesso il mio nome è Teghisti Francesco e questa è la mia storia. “

    “ Studierò e farò l’interprete per papà Francesco, il mio nome è Ghennet Francesco.”

    “ La mia speranza è finire gli studi e diventare un’infermiera. Questa è la storia della mia vita. Grazie. Io sono Tebe Francesco.”

    “ Voglio aiutare le persone che mi hanno aiutato e che adesso sono la mia famiglia.
    Il mio nome è Neghisti Francesco. “


    “ Mio padre e mia madre sono Francesco e Nevia ed io spero di poterli aiutare .
    Semplicemente da Heden Francesco. “


    Tutte le loro piccole storie sono firmate così e questo mi suggerisce un pensiero:
    che questo nome nuovo indica finalmente un’appartenenza, significa per ognuna di loro aver fatto esperienza di ciò cui ogni bambino che viene nel mondo ha diritto, una paternità e maternità che significhino per lui:

    “ E’ bene per noi che tu sia qui.”

    Ma credo anche di capire che non è solo per Teghisti, Fiore, Timnit e le altre, ma che è bene per noi, sì, proprio per noi, che loro ci siano.


    Buon Natale.

    Luciana

    * Per la legge etiopica il cognome corrisponde al nome del padre.

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