Il Villaggio dei Bambini

L’Ethiopia, una delle nazioni del “Corno d’Africa” e la più antica nazione indipendente dell’Africa, conosciuta come “Abissinia”, fino al XX^ secolo. La popolazione è stimata tra 90 e 100 milioni di persone (non esiste un’anagrafe) e si avvia a divenire, il secondo paese più popoloso dell’Africa.

In Ethiopia si parlano decine di lingue; le principali sono: l’oromiffa al sud; l’amarico al centro; il tigrino al nord. La scrittura utilizza segni grafici diversi dai nostri ed è denominata scrittura ge’ez.

La medicina tradizionale è assai diffusa, anche se molti di coloro che la praticano non ne hanno alcuna conoscenza.

La mortalità infantile nei primi 5 anni di vita è estremamente elevata. Le principali cause di morte sono: infezioni respiratorie, diarrea, malaria, malnutrizione, morbillo

Il “Villaggio dei bambini” è la nostra struttura base ad Adwa, nel nord dell’Etiopia, sull’altopiano del Tigray, a circa 1900 metri di altitudine, ai confini con l’Eritrea,

La capitale Addis Abeba, dista circa 1.100 chilometri, e per raggiungerla via terra, occorrono circa due giorni.

La cittadina di Axum, dove si trova l’aeroporto, è raggiungibile in 30 minuti di auto.

Nella regione il clima è subtropicale/desertico, con sensibili variazioni tra il giorno e la notte, con una stagione delle grandi piogge (Giugno/Settembre) ed una delle piccole piogge (Febbraio/Aprile). Nella zona spira, quasi costantemente, un vento non forte, ma che rende fredde le notti.

Il Villaggio ha iniziato ad operare ai primi mesi del 2005, e può ospitare permanentemente fino a 100 bambini orfani abbandonati.

All’interno del Villaggio sono stati scavati due pozzi per sopperire alle periodiche carenze idriche e permettono di condurre un orto, che fornisce verdure, ortaggi e frutta, veramente a km zero!

Per le altre necessità alimentari ci si approvvigiona preferibilmente presso i nostri “gruppi di lavoro” ovvero presso i negozietti locali od al mercato del sabato.

Il Villaggio è dotato anche di due gruppi elettrogeni, per far fronte alle continue ed a volte prolungate carenze di energia elettrica. Due fuoristrada, uno dei quali utilizzato come ambulanza, garantiscono la mobilità ed il trasporto di persone e cose.

È stata costruita una mensa per tutti i bimbi del Villaggio, per vivere il momento dei pasti come una occasione festosa di incontro e condivisione, e garantire la necessaria varietà degli alimenti.

Sempre all’interno del Villaggio è stata costruita anche una stalla per mucche, che ci forniscono il latte fresco e igienicamente sicuro, per i bimbi che vivono nel Villaggio.

Il Villaggio ha un muro di recinzione, per la protezione anche dagli animali, in particolare le iene, e per garantire la sicurezza che è integrata, come richiesto dalle autorità locali, dalla presenza H24, di guardiani armati.

Nel Villaggio lavorano circa 60 persone, tutte locali (guardiani, addetti alle pulizie, infermiere, giardinieri, autisti, maestre, staff di supporto ecc.), contribuendo, anche in tal modo, a sostenere e sviluppare ulteriormente l’economia locale.

L’ospitalità di bambini orfani.

Gli orfani sono moltissimi, per diverse cause; la principale  è la morte di dei genitori per malattia (Aidstubercolosi, ecc.), oltre all’elevata mortalità delle donne per parto (1 su 9) .

Con la morte dei genitori i bambini, anche piccolissimi, si ritrovano soli ed abbandonati e devono provvedere a se stessi perché spesso i parenti sono lontani, ovvero, a causa della povertà e dell’elevato numero di figli, non sono in grado di accogliere gli orfani.

Si hanno quindi famiglie nelle quali un bambino od una bambina di 10/11 anni svolge il ruolo di capofamiglia e provvede ai fratellini più piccoli. Per sopravvivere sono costretti ad elemosinare o ad arrangiarsi in qualche modo.

Il “Villaggio”, concepito per far fronte a questa situazione, è una struttura stabile che si propone di accogliere ed ospitare in permanenza i bambini orfani abbandonati, per i quali il “Villaggio dei bambini” è, veramente, un “paradiso” che li toglie da tali drammatiche situazioni.

bambini ci giungono tramite la polizia locale e l’ufficio affari sociali ai quali sono portati da chi li ha trovati abbandonati da qualche altra parte. Accade anche che ci siano portati da parenti o dallo stesso padre, dopo che la madre è morta in seguito al parto.

Il “Villaggio” è costituito da 16 casette, in ognuna delle quali vivono nuclei familiari composti da 6/8 bambini – per un totale complessivo di 100/120 bambini – affidati ciascuno alle cure di una donna locale, da noi selezionata ed istruita, che svolge le funzioni di “tata”.

C’è anche una piccola nursery, per i neonati ed i bambini piccolissimi, affidati alle cure di due donne locali, coadiuvate dalle infermiere del Centro di Emergenza..

L’educazione scolastica, con frequenza delle scuole pubbliche, viene integrata, all’interno del Villaggio, da corsi di inglese e da insegnanti di sostegno per lo svolgimento dei compiti scolastici.

Per i più piccoli vi è una scuola materna, affidata a tre maestre, dove i bambini familiarizzano anche con qualche parola di inglese, con basilari nozioni igieniche, con giochi educativi e programmi televisivi adatti alla loro giovanissima età.

I bambini sono ospitati nel Villaggio fino al compimento dei diciotto anni.

All’uscita dal Villaggio continueranno ad essere assistiti per la frequenza degli studi universitari, ovvero di corsi di addestramento professionale, ovvero per la ricerca dell’abitazione, di un lavoro, l’avvio di un’attività artigianale, o di un piccolo commercio, favorendo il loro inserimento nella vita e nel tessuto sociale locale.

Nel “Villaggio” esiste anche una struttura multiuso per attività comuni (compiti dei bambini, visione  di film e documentarigiochi, ecc) nonché per lo svolgimento di corsi di addestramento per attività artigianali  (cucito, igiene, ecc.) a favore delle donne da noi assistite e delle mamme dei bambini ricoverati nel “Centro di Emergenza”.

Vi è anche un’area giochi per le attività all’aperto (calcio, pallavolo, ecc.).

In definitiva, il Villaggio, è veramente un piccolo “paradiso” per i bambini che vi sono ospitati.

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