Il Centro di Emergenza

All’interno del Villaggio opera anche un "Centro di Emergenza" per il primo soccorso, l’accoglienza e la cura di bambini gravemente denutriti, che arrivano dai villaggi circostanti. Il “Centro di Emergenza” può ospitare contemporaneamente fino a 15/20 bambini con le loro mamme, dispone di lettini, cucina, magazzino ed infermeria per l’assistenza dei bambini ricoverati.

Nel “Centro di Emergenza” operano due infermiere diplomate. Un medico locale ci fornisce assistenza, a richiesta.

Vi sono poi le donne che si occupano delle pulizie e quelle addette alla cucina.

Si tratta di un centro destinato a fronteggiare, attraverso una terapia alimentare, le situazioni di grave e gravissima malnutrizione e disidratazione che si manifesta nelle forme di:

  • "marasmus" – caratterizzata da estrema magrezza, disidratazione, ventre gonfio – e derivante da carenza assoluta di cibo;
  • "kwashiorkor" – caratterizzato da magrezza ma con gonfiore abnorme del viso, mani e piedi – e derivante soprattutto da carenza di proteine.

Sono quelli che Francesco ha definito “gli scheletrini”.

Bambini così denutriti e disidratati da essere oramai solo ossa, tenute insieme da tendini e pelle, perchè anche i muscoli non ci sono più. Testine con occhi a volte enormi, sproporzionati, altre volte con occhietti piccoli ed ormai spenti, senza più vita, anche se la vita ancora sembra esistere, in un respiro che non riesci nè a sentire nè a vedere e che, con fatica, puoi percepire solo in silenzio, con attenzione e trepidazione.

La cura dei bambini è basata principalmente sulla terapia alimentare che può avere una durata variabile ma, nella maggior parte dei casi, richiede qualche mese di ricovero. Latte speciale arricchito di vitamine ed olio, in piccole e ripetute dosi giornaliere, per i più piccoli. Latte, zucchero e cibo variato ed integrato - carne, uova, cereali, verdure fresche - per i bambini più grandicelli, mangiato insieme all’immancabile "injera", il pane locale ottenuto da un impasto fermentato di "theff", il cereale locale. E, per tutti, acqua pulita e sicura.

Spesso le condizioni dei bambini, al loro arrivo da noi, sono gravissime e complicate da altre gravi malattie (tubercolosi, malaria, ecc.) derivanti dal loro stato di estrema debolezza e denutrizione. Subito dopo il ricovero, accade frequentemente che si verifichi un "rifiuto" dell’organismo di accettare il cibo, con violente crisi di vomito e diarrea. Ciò comporta la necessità di sostenerli con pasti piccolissimi, a volte solo di 10, 15 grammi, dati con il contagocce, più e più volte al giorno, ovvero di nutrirli con un sondino naso-gastrico.

Quando ciò non è sufficiente, le nostre infermiere ricorrono alla terapia di reidratazione a mezzo flebo e somministrazione di antibiotici.

Il “Centro” è divenuto un punto di riferimento per la gente che vive nei villaggi, sperduti tra le montagne ed a diverse ore di cammino da Adwa. Nel “Centro” vengono ovviamente assistiti e curati, per le normali esigenze legate alle malattie dell’infanzia, anche gli orfani che vivono nel “Villaggio”, nonché i bambini che sono assistiti attraverso le adozioni a distanza.

Alcuni bambini ci sono inviati dal locale ospedale, non attrezzato. La terapia alimentare di emergenza, tra l’altro, comporta costi molteplici ed assai elevati: cibo per bambini e mamme, integratori alimentari, multivitaminici, antibiotici, medicinali vari, materiali sanitari, materiali per pulizie, stipendi delle infermiere, delle donne addette alle pulizie e delle cuoche, aiutanti, visite mediche, ecc. Il costo complessivo di una giornata di funzionamento del “Centro di Emergenza” è mediamente pari ad €. 80.

Ad Ottobre 2009 risultavano complessivamente accolti nel “Centro di Emergenza324 bambini gravemente denutriti, molti anche seriamente ammalati (Tbc, polmonite, Aids, ecc). I guariti erano 299 (92%); gli “insuccessi” solo 25.

Attraverso il “Centro di Emergenza”, alla medesima data, era stata fornita assistenza gratuita (visite, medicine, ricoveri, ecc.) complessivamente ad 824 persone. Di queste, 43 sono state inviate agli ospedali di Addis Ababa o di Mekellè per le cure, sostenendo tutti i costi di viaggio e soggiorno.

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Il “Centro di Emergenza” per funzionare ed operare, ha bisogno di aiuto e di sostegno. Per sostenere il funzionamento del Villaggio e del Centro di Emergenza, è possibile aderire al progetto di multisolidarietà “regala un giorno di paradiso”, perché "Il paradiso non può attendere".

Con 80 Euro si finanzia il funzionamento di un giorno del “Centro di Emergenza” (con 160 euro due giorni, con 40 mezza giornata e così via).

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