I progetti di lavoro

I “progetti di lavoro” sono stati studiati appositamente per aiutare le donne e sono finanziati attraverso l’adozione a distanza dei figli delle donne coinvolte nei medesimi.

I “progetti di lavoro”:

  • costituiscono una opportunità, per le donne, di ottenere una indipendenza economica;
  • migliorano conseguentemente la situazione sanitaria e la qualità di vita;
  • consentono di acquisire una coscienza della propria persona e della propria dignità;
  • riducono le situazioni di sfruttamento;
  • riducono la prostituzione come mezzo di sussistenza;
  • combattono concretamente gli atteggiamenti di attesa passiva di aiuti di tipo assistenzialistico;
  • sollecitano l’iniziativa e le attività personali.

 

In concreto cerchiamo di ideare e proporre dei “progetti di lavoro”, che consistono in attività diverse: dalla gestione di piccoli empori, all’attività di pulizia nell’ospedale ed in altri uffici pubblici; dall’allevamento di polli e vendita di uova, alla preparazione delle colazioni per i ragazzi delle scuole pubbliche; dalla gestione di un mulino, alla produzione di materassi; dalla vendita di spezie, alla vendita di frutta e verdura, così via.

In relazione a ciascun progetto si forma un gruppo di donne, che si scelgono e selezionano tra di loro, dando così vita al “gruppo di lavoro”, una sorta di piccola cooperativa informale. Una volta verificata la concreta possibilità di sviluppare e sostenere l’attività, e l’effettivo interesse delle donne a partecipare all’iniziativa, iniziamo a sostenere il “progetto di lavoro” fornendo degli aiuti a fondo perduto che riduciamo nel tempo, fino a quando il gruppo non diviene indipendente.

Questo non avviene sempre, nè sempre in tempi brevi. Alcuni gruppi funzionano benissimo e sono divenuti praticamente indipendenti; altri sono ancora in fase di sviluppo, altri ancora continueranno ad avere necessità del nostro sostegno per lungo tempo.

Ciò dipende, ovviamente, dalle capacità delle singole componenti e dalla collaborazione ed armonia del gruppo. Inoltre occorre considerare che alcune delle donne più povere, che vengono dai villaggi, sono analfabete, per cui non è possibile inserirle in quelle attività che danno maggiori possibilità di evoluzione, come le piccole attività commerciali, ma devono essere impiegate in attività che avranno bisogno a lungo del nostro sostengo, come ad esempio le attività di pulizia dell’ospedale o di alcuni uffici pubblici, trattandosi di attività con scarso o nullo valore aggiunto.

Tutto questo comporta sempre un grosso sforzo da parte nostra e la continua mediazione di alcune persone del nostro staff per cercare di promuovere nuovi gruppi, far migliorare i singoli gruppi già operanti e, soprattutto, tentare di far acquisire una mentalità più aperta e capace di accettare novità o responsabilità di un certo tipo, legate a possibilità di sviluppo, che altrimenti, spesso, non vengono ben percepite.

Difatti la regione del Tigray, dove operiamo, è una delle più povere dell’Etiopia, interamente montuosa e non esistono villaggi come li immaginiamo noi. Molti villaggi sono costituiti da singole case o capanne, distanti tra loro alcune centinaia di metri, che si disperdono in uno spazio assai ampio, senza che vi sia un agglomerato centrale. Anche i collegamenti esterni sono assai limitati, considerato che non possono essere raggiunti neppure con il fuoristrada, ma solo a piedi.

Questo tipo di territorio e questa modalità di abitazione del medesimo, ha portato alla formazione di mentalità fortemente legate a tradizioni, usi e costumi ancestrali, molto individualiste, che rendono assai difficile riuscire a far accettare ogni forma di aiuto organizzato, che tenta anche di sviluppare uno spirito aperto e collaborativo.

Però, piano piano e nei limiti di quanto possiamo fare con la nostra piccola organizzazione, in qualche modo ci riusciamo ed è una grandissima vittoria far accettare questo piccolo, grande cambiamento.

Ad Ottobre 2009, i “gruppi di lavoro” da noi sostenuti erano 22 e vi lavoravano ben 217 donne. Tre di tali gruppi sono stati premiati dalle autorità regionali etiopiche, per il loro impegno e per gli eccezionali risultati ottenuti, e sono stati proiettati, sulla TV etiopica, dei servizi sulle loro attività, come esempio di risultati ottenibili con un sostegno giusto e mirato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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