Chi ne fa parte

Tutti coloro che condividono le finalità della Fondazione, il suo modo di operare e, in modi diversi, partecipano concretamente a formare quel necessario ed indispensabile collegamento, a formare gli anelli di quella catena che, solo se completa, permette di raggiungere un risultato concreto.

Viene subito da pensare a coloro che operano in Etiopia, sul campo e, subito dopo, a coloro che in Italia si occupano di gestire la Fondazione, gestire i rapporti con gli offerenti, l’amministrazione e la contabilità, seguire la corrispondenza.

Ma sarebbe del tutto errato considerare solo loro come elementi portanti della Fondazione.

Loro, da soli, non potrebbero fare nulla, se non fossero sostenuti ed aiutati da tutte le altre persone che, ciascuna nel modo suo proprio, entrano a far parte della Fondazione, divenendo anelli di questa catena che nasce in Italia e termina in Etiopia.

E chi sono tutte queste persone?

Tutti coloro che sostengono finanziariamente la Fondazione, con offerte libere, con il sostegno a distanza di orfani del Villaggio o di bambini esterni.

Tutti coloro che si adoperano attivamente con il passaparola, unico veicolo al quale ci affidiamo, per farci conoscere da amici, conoscenti, familiari, colleghi di lavoro, ovvero che, nell’abito della loro attività imprenditoriale o professionale, ci fanno conoscere a clienti, fornitori, dipendenti.

Tutti coloro che – in occasione di avvenimenti, anniversari, ricorrenze – hanno scelto di inviare una donazione, o di sostituire alcuni regali con una donazione, ovvero di sostituire bomboniere ed altri oggetti con una donazione e che hanno suggerito tale possibilità ad altre persone.

Tutti coloro che in occasione delle festività natalizie, scelgono di inviarci una donazione in sostituzione del denaro altrimenti necessario per acquistare omaggi per clienti e dipendenti.

Tutti coloro che inviano pacchi in Etiopia, facendosi carico di raccogliere gli indumenti e gli altri oggetti e di spedirceli.

Tutti coloro che ci manifestano la loro partecipazione, inviandoci lettere di condivisione e di gioiosa partecipazione all’attività della Fondazione.

Tutti coloro che ci scrivono per renderci partecipi di avvenimenti personali, sia gioiosi che tristi, permettendoci di condividere le loro gioie e dolori.

Tutti coloro che ci scrivono inviando suggerimenti, idee ed anche critiche costruttive, elementi necessari per mantenere i contatti ed apportare i necessari aggiornamenti e miglioramenti.

Tutti coloro che, in occasione di un viaggio in Etiopia, sono venuti a visitare il nostro Villaggio per vedere, di persona e con i propri occhi, cosa si sta facendo.

Tutti coloro che, all’occasione, si rendono disponibili a fornirci il loro aiuto o le loro competenze professionali.

Tutti coloro che, ricevendo le nostre newsletters, ci scrivono per comunicarci le loro impressioni e sentimenti, favorendo proprio quel processo di partecipazione personale e profonda che desideriamo coinvolga tutti.

Tutti coloro che ci indicano come beneficiari del 5 per mille ed invitano altri a farlo.

Tutti coloro che visitano il nostro sito, specialmente coloro che hanno la pazienza di leggere le molte cose scritte, e che, di tanto in tanto, vanno a rileggere od a rivedere qualche storia, qualche foto, qualche filmato.

Tutti coloro che, anche senza effettuare alcuna donazione, ci conoscono e ci sostengono con il loro affetto, anche silenzioso.

Comprendiamo bene che alcuni aspetti possono apparire molto teorici, ma così non è.

Basti pensare, come primo riferimento, al fatto che, se non vi fosse chi dona gli aiuti materiali, nessun aiuto concreto potrebbe essere erogato, né vi sarebbero il Villaggio, il Centro di Emergenza, la scuola per ciechi e tante altre cose. E questa è una considerazione molto concreta.

La stessa osservazione si può fare per chi invia i pacchi, chi ci indica per la ripartizione del 5 per mille, chi si adopera con il passaparola. Anche questa è una osservazione molto concreta.

Ma anche chi ci scrive, chi ci confida sentimenti personali, chi ci invia parole di sostegno ed apprezzamento, non è meno utile, perché ci permette di trovare la forza, la gratificazione, il sostegno.

E’ solo mettendo insieme tutti questi anelli che si riesce a formare quella catena, necessariamente lunga e composita, che sola riesce ad unire le mani ed i cuori di tutti coloro che, in Italia e nei modi sopra indicati, fanno parte della Fondazione, a tutti coloro che, in Etiopia, ricevono i doni delle mani e dei cuori.

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