I bambini “esterni”

Il “sostegno a distanza” (conosciuto anche come adozione a distanza) è una modalità di aiuto largamente diffusa ed utilizzata, a favore dei bambini e delle popolazioni più povere. Per quanto concerne la nostra Fondazione, il sostegno a distanza si riferisce sia ai bambini che vivono nel Villaggio, sia ai bambini “esterni”, cioè quelli che vivono con le proprie famiglie di origine.

I sostegni relativi ai bambini “esterni” hanno un’ampia funzione di aiuto, non limitata solamente al singolo bambino, ma allargata alla sua famiglia ed alla comunità in cui vive. Tali sostegni sono indirizzati a favore di quelle situazioni di disagio particolarmente grave: famiglie numerose; famiglie con un solo genitore (la madre) o con genitori disoccupati; nonne che si prendono cura dei nipoti a seguito della morte della loro madre; mamme o genitori gravemente ammalati o che hanno contratto l’Aids; genitori invalidi; situazioni relative ai gemelli (uno dei due viene generalmente trascurato); bambini orfani della sola madre, che vengono assistiti da parenti.

Beneficiari dell’aiuto, sono quindi non solo il bambino - che deve essere considerato come una figura “simbolo” - ma tutte le persone della famiglia che, insieme a lui, beneficiano degli aiuti. Il denaro del sostegno peraltro - ad evitare forme di dannoso assistenzialismo - viene erogato in  modi diversi, a seconda delle singole situazioni, seguendo le nostre linee generali, che cercano sempre di legare al sostegno una occasione di crescita e di possibile uscita dalla situazione di indigenza.

In concreto, le somme ricevute vengono utilizzate, principalmente, per creare situazioni di sviluppo e crescita a favore delle mamme e/o dei genitori dei bambini assistiti, offrendo possibilità di lavoro, in modo di favorire l’impegno, la coscienza della propria dignità e la possibilità, attraverso il lavoro, di provvedere autonomamente ai bisogni della propria famiglia, cercando di creare una situazione che possa durare nel tempo.

A tal fine abbiamo ideato i “progetti di lavoro” ai quali si dedicano i “gruppi di lavoro”. Si tratta di una forma evoluta e modificata di microcredito, adattata alla realtà locale.

Alle donne vengono proposti alcuni “progetti di lavoro”, consistenti in piccole attività imprenditoriali o di servizi: negozietti ed empori, allevamento di polli, vendita di uova, fornitura delle colazioni ai ragazzi delle scuole, lavanderie, produzione di materassi, ecc.

Le donne si riuniscono in “gruppi di lavoro” - le cui partecipanti sono scelte da loro stesse al fine di creare un gruppo unito ed integrato – e noi eroghiamo un finanziamento iniziale che occorre per avviare il progetto. Successivamente, a periodi ricorrenti, in genere trimestralmente, verifichiamo l’andamento del medesimo, sentiamo se sussistono eventuali problematiche o necessità, ed eroghiamo un ulteriore finanziamento di importo inferiore al precedente. In tal modo leghiamo l’erogazione degli aiuti al concreto funzionamento e sviluppo del progetto di lavoro, spingendo le donne a dedicarsi al medesimo per riuscire a renderlo autosufficiente quando i nostri aiuti vengono a cessare o sono ridotti ad importi minimi.

Con tali progetti si favorisce l’indipendenza economica delle donne e, di conseguenza, anche la loro emancipazione ed autonomia finanziaria, evitando inoltre ogni forma di assistenzialismo.

Alcuni progetti sono stati studiati in modo da risultare, per quanto possibile, complementari ed integrati tra loro e con le attività della Fondazione. I nuovi progetti sono continuamente attivati, anche in accordo con le autorità locali, per ampliare, quanto più possibile, l’impegno ed il coinvolgimento personale delle mamme o dei genitori, creando nuove occasioni di lavoro e benefici per l’intera comunità trattandosi di preferenza di progetti di elevata utilità sociale (pulizia del reparto pediatrico del locale ospedale, preparazione di pasti per i parenti dei bambini ricoverati, produzione di materassi, ecc.).

Altre possibilità di lavoro sono quelle relative alle necessità connesse al funzionamento del Villaggio. Ecco così che alcuni dei genitori, madri e padri, sono stati assunti come guardiani, ortolani, giardinieri, autisti, addetti alle pulizie, alla cucina, alle manutenzioni, ecc.

Le erogazioni dirette in denaro sono invece riservate ad alcuni casi particolari, nei quali non sarebbe possibile fare altrimenti, quando cioè i genitori od i parenti responsabili del bambino non siano in condizioni di lavorare per malattia, anzianità, o menomazioni fisiche.

In tali situazioni garantiamo il cibo e il pagamento dell’affitto. Quest’ultimo quando appaia necessario far trasferire le famiglie dalle precedenti abitazioni che, spesso, sono delle capanne costruite con mura di fango e sterco di animali, senza pavimento, né luce nè acqua. (alcune non sono più grandi di 3/4 mq; in altre le persone sono così tante da dover dormire sedute, non essendovi spazio sufficiente per potersi sdraiare tutti).

Provvediamo inoltre al pagamento delle tasse scolastiche del bambino e dei suoi fratellini e sorelline, per garantirne la frequenza alla scuola e forniamo alla famiglia assistenza sanitaria. Provvediamo inoltre alla eventuale fornitura di abbigliamento nonché al latte per neonati, nei casi nei quali le madri ne siano prive, ovvero i bambini siano orfani di madre e vivano presso parenti.

Un “sostegno a distanza” costa solo 1 euro al giorno, cioè 31 euro al mese e 372  euro all’anno, che possono essere versati secondo la cadenza preferita (annuale, semestrale, trimestrale, mensile).

La sottoscrizione di un “sostegno a distanza” non comporta alcun obbligo giuridico ma, auspicabilmente, la stessa dovrebbe durare nel tempo e seguire il bambino nella sua crescita.

Per sottoscrivere un’adozione, compila la scheda, ed inviala, tramite internet, per fax o per posta.

Solo dopo aver ricevuto sia la scheda che il versamento, ci sarà possibile inviare la foto del bambino assegnato.

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