Gli orfani del Villaggio

Nel Villaggio vengono accolti e vivono stabilmente bambini orfani di entrambi i genitori, ma abbiamo anche alcuni bambini orfani di un solo genitore. Si tratta spesso di bambini la cui madre è morta a seguito del parto ed il cui padre, rimasto solo e con altri figli più grandi, non è in grado di provvedere all’ultimo nato. Il padre, pertanto ci affida legalmente il bambino, che viene quindi accolto e cresce nel nostro Villaggio. Può trattarsi anche di bambini abbandonati dalle madri, subito dopo la loro nascita, che in genere ci vengono portati dalla polizia locale.

Il sostegno di un orfano del Villaggio è ovviamente diverso dal sostegno dei bambini esterni. Difatti negli altri sostegni a distanza, i bambini vivono presso la loro famiglia di origine.

Per gli orfani del Villaggio, invece, si tratta di bambini dei quali nessuno si prenderebbe cura, che vivono stabilmente all’interno del Villaggio, affidati alle cure di una delle “tate” adottive da noi selezionate ed istruite, e per i quali provvediamo a tutte le esigenze, come per qualsiasi altro bambino che viva nella propria famiglia.

Gli orfani vivono nel Villaggio, considerano Francesco e Nevia i loro punti di riferimento, come genitori effettivi (alcuni hanno anche il cognome di Francesco).

Per quanto concerne le modalità di gestione di tali sostegni, esponiamo di seguito, a beneficio dei sostenitori, le modalità con le quali gestiamo tale tipo di sostegno, per metterli a conoscenza di alcuni principi che è necessario condividere.

Innanzi tutto è bene evidenziare che, anche se ovvio, il denaro del sostegno a distanza viene destinato a sostenere tutta l’attività del Villaggio. Quindi viene utilizzato a favore del singolo bambino e di tutti gli altri bambini, inclusi quelli non ancora sostenuti a distanza, nonché di tutte le necessità legate alla vita ed alla gestione del Villaggio stesso.

Analogamente avviene per quanto riguarda regalini, vestiti ed abbigliamento. Tutto ciò che verrà inviato, sarà utilizzato comunitariamente, a seconda delle necessità, per evitare ogni problematica che, ad esempio, nel caso dell’abbigliamento (vestiti e scarpe), avrebbero effetti di “esibizione” nei confronti degli altri e non sarebbero neppure in linea con le concrete ed effettive necessità e con le nostre linee educative.

Riteniamo pure che una corrispondenza diretta con il bambino, oltre ad essere impossibile, se non tramite una doppia traduzione (dall’italiano in inglese e poi in tigrino), creerebbe sicuramente problemi tra i bambini che ricevono lettere e quelli che non le ricevono. Gli uni si sentirebbero privilegiati e lo farebbero notare agli altri, così come avverrebbe in qualsiasi famiglia.

Lo stesso, con tutta evidenza, avviene per il “Villaggio”, che è una vera e propria “grande famiglia” come diffuso e normale nella cultura africana. Ai bambini che vivono nel Villaggio, non diciamo che ognuno di loro ha un singolo “adottante”.

I bambini sanno che noi siamo in Etiopia perché vogliamo loro bene, desideriamo aiutarli a crescere in modo migliore, farli studiare, educarli, sostenerli per il loro futuro. Francesco e Nevia sono le persone che stanno ad Adwa e vivono con loro nel Villaggio, mentre molti loro amici italiani li aiutano e sostengono in questa iniziativa.

Riteniamo necessario e sufficiente fermarci a questa spiegazione, evitando personalizzazioni che, come abbiamo avuto modo di verificare, possono creare disagi, false e fantasiose aspettative.

Queste linee di comportamento richiedono, da parte degli adottanti, una piena condivisione di tali scelte.

Per questi bambini comunque, inviamo agli adottanti la pagella scolastica nonché, un paio di volte all’anno (verso luglio ed in occasione del Natale), alcune foto che consentano di seguirne la crescita e lo sviluppo.

(Invitiamo anche a leggere quanto riportato in questa sezione, alla pagina “cosa è, cosa aspettarsi”.)

Peraltro per gli orfani del “Villaggio” alcuni aspetti sono particolarmente seguiti.

Quello alimentare, garantendo, nel corso di ogni settimana, l’uso di proteine (carne ed uova), di verdure e frutta (l’orto ha una produzione che già permette di soddisfare molte delle esigenze del Villaggio) e, comunque, di una dieta alternata e non ripetitiva. Poiché questo concetto non veniva accettato facilmente dalle mamme adottive, costringendoci a continui controlli, abbiamo costruito una mensa, dove si mangia tutti insieme e dove è possibile stabilire un menu e farlo rispettare, garantendo così un giusto apporto di tutti gli alimenti. La mensa è entrata in funzione ad Aprile 2010.

Sempre sotto l’aspetto alimentare, abbiamo potuto montare un grosso filtro dell’acqua, che depura l’acqua della città, prima di essere immessa nel Villaggio. Dopo che questo filtro è stato montato, abbiamo verificato che sono quasi completamente scomparsi i disturbi intestinali che, prima, erano abbastanza frequenti tra i nostri bambini.

Quello igienico, imponendo la regola della doccia quotidiana serale e del lavaggio delle mani prima di ogni pasto e cercando di far capire, anche attraverso i risultati, che la pulizia elimina molte gravi malattie (infezioni intestinali, tracoma).

Quello sanitario, sottoponendo gli orfani del Villaggio alle vaccinazioni, garantendo la presenza e disponibilità di un medico in caso di necessità e la disponibilità dei principali medicinali di uso comune, nonchè attraverso una istruzione continua nel tempo, nel campo della prevenzione, chiarendo le modalità di trasmissione delle malattie e spiegando il modo di evitare o ridurre i rischi di contagio.

Quello culturale e personale, attraverso l’istruzione, con la frequenza del completo ciclo di studi scolastici e, al termine, con la frequenza di corsi di formazione professionale adeguati alle capacità personali ed alle concrete possibilità di impiego (meccanico, fabbro, elettricista, falegname, parrucchiera, sarta, ecc.).

L’educazione scolastica viene integrata, all’interno del Villaggio, da corsi di inglese e da persone che svolgono l’attività di insegnanti di sostegno per lo svolgimento dei compiti scolastici. Per i più piccoli vi è una sorta di asilo nido e scuola materna, dove cominciano a familiarizzare con le lettere dell’alfabeto e con i numeri, qualche parola di inglese, alcune nozioni igieniche.

Cerchiamo poi di ampliare la loro conoscenza del mondo anche attraverso la visione nel “multipurpose”, il centro di riunione e ritrovo comune, di documentari o film (dai cartoni animati, ai film di avventura, ai documentari naturalistici, ai film comici muti). Cerchiamo di far nascere in loro e di far crescere e comprendere il senso di responsabilità, la fiducia nelle proprie capacità personali e le positive conseguenze pratiche di tutto questo.

Si cerca, avendo i bambini sotto il diretto controllo e facendoli vivere in un ambiente nel quale si impongono certe regole - igieniche, sanitarie, di comportamento, ecc. – di dare loro una formazione personale e culturale, possibilmente fin dai primi tempi della loro vita, nonchè delle abitudini e dei principi umani, morali e comportamentali, oltre che sanitari ed igienici, che consentano loro di disporre di un patrimonio personale che ampli la visione del mondo e della vita, altrimenti circoscritti e chiusi nella oppressiva realtà esclusivamente locale, migliori le condizioni sanitarie di vita di ciascuno e, più in generale, della comunità del luogo, favorisca l’incontro e la conoscenza interpersonali alla luce dei principi di reciproco rispetto e dignità.

Ciò dovrebbe consentire, quando saranno adulti, non solo di poter trovare un lavoro o svolgere un’attività professionale, ma di avere acquisito la coscienza della propria dignità personale, comprendere che ci sono vie, modi e possibilità di uscire dalla miseria, che gran parte della loro vita futura dipende dal loro impegno, volontà e responsabilità.

Cerchiamo di far crescere dei ragazzi e delle ragazze preparati per il “loro” mondo, ma con una piena coscienza del loro ruolo e della loro responsabilità di futuri uomini e donne e di futuri genitori.

Non è un compito facile, perchè le usanze, le credenze, le superstizioni, le abitudini non possono essere sradicate, nè pensiamo di farlo. Però cerchiamo di aiutare questi bambini affinché non rimangano legati ad una realtà immobile, chiusa, priva di prospettive ma siano, nel loro mondo, aperti al mondo.

Almeno, ci stiamo provando.

Tali adozioni, che sono ovviamente in numero limitatissimo e prevedono un diverso impegno economico – 780 euro all’anno - possono essere attivate solo dopo un preventivo contatto diretto con la nostra sede per verificare l’esistenza di bambini orfani ancora da adottare e per avere ulteriori notizie ed informazioni.

Anche per sottoscrivere l’adozione di un orfano del Villaggio, occorre compilare la scheda, ed inviarla, tramite internet, per fax o per posta.

Solo dopo aver ricevuto sia la scheda che il versamento, ci sarà possibile attivare l’adozione, assegnare il bambino orfano ed inviare la sua foto insieme alle sue notizie personali ed alla sua breve storia.

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