* Natale 2004
* Natale 2005
* Natale 2006

  • stampa
  • Scheda adozioni
  • Scheda offerte
  • video
  • foto
  • home page
  • primi assoluti


 

Un pò di poesia

 

Da leggere la notte di Natale 2007


……per condividere.

Cosa?

Storie. Sono tutte qui, davanti a me, tanti fogli sparsi sulla scrivania.

Fieven – Heden – Teghisti – Tebe……….

Con una lievità sconcertante affondano i giovani passi nei ricordi, rivelando impronte
straziate che lasciano sgomenti, che ci fanno sporgere e subito ritrarre su soglie di dolore, di sopportazione difficilmente immaginabili, accettabili.

“ Il mio nome è Teghisti Bekele. Non so quando sono nata. Ho un fratello ma non so come si chiama, né dove è adesso. Quando mia madre era malata, una vicina l’ha chiamata per prendere il caffè, così lei sarebbe guarita.
Mamma è andata dalla vicina in ginocchio, perché non poteva camminare.
Era molto malata, così cucinavo io.Dopo il caffè è tornata a casa e io le ho dato da mangiare, ma lei ha inghiottito un solo boccone e si è messa a letto, così ho mangiato da sola, ma pure a me era passata la fame, così sono andata a letto
e mi sono abbracciata a mia madre. Abbiamo dormito tutta la notte insieme, poi la mattina mi sono svegliata e quando l’ho guardata, i suoi occhi erano aperti.
Anche la bocca era aperta ed era piena di mosche.
Allora ho provato a svegliarla, ma lei non si svegliava…..”


Teghisti - Ghennet – Fiore - Timnit – Tras………

Sgranano le loro storie, tutte modulate su un’unica nota, con poche variazioni,
monocordi per la solitudine, la fame, la paura.
Escono dalla notte fitta, gelida, escono dal nulla e per un breve tratto “ trascorso “
si lasciano intravedere, vestite di polvere, di fatica, di sole e di lacrime.

° ° ° °

Ma questa è una Notte diversa da tutte le altre, ed è chiara, piena di calore
e ricca di significato, spalancata sulla vita e nutrita di speranza e le storie
che hanno desiderato scrivere sono il dono di Natale offerto a Francesco,
a Nevia e ad ognuno di voi, sono segno della percezione che l’amore
che si fa dono sa trasformare ogni cosa, sa tessere opere straordinarie,
come generare una seconda volta:

“ Non pensavo che la vita potesse essere così bella, e la mia adesso è bellissima. “

“ Adesso non sono più la bambina di prima, ma sono nata un’altra volta e vivo felice.“

e sa cambiare i nomi:

“ Quando sono venuta al Villaggio e ho incontrato Francesco e Nevia ho deciso che volevo cambiare il mio nome, e così mi sono voluta chiamare Fiore.
Il mio nome è Fiore Francesco.”


“ Adesso il mio nome è Teghisti Francesco e questa è la mia storia. “

“ Studierò e farò l’interprete per papà Francesco, il mio nome è Ghennet Francesco.”

“ La mia speranza è finire gli studi e diventare un’infermiera. Questa è la storia della mia vita. Grazie. Io sono Tebe Francesco.”

“ Voglio aiutare le persone che mi hanno aiutato e che adesso sono la mia famiglia.
Il mio nome è Neghisti Francesco. “


“ Mio padre e mia madre sono Francesco e Nevia ed io spero di poterli aiutare .
Semplicemente da Heden Francesco. “


Tutte le loro piccole storie sono firmate così e questo mi suggerisce un pensiero:
che questo nome nuovo indica finalmente un’appartenenza, significa per ognuna di loro aver fatto esperienza di ciò cui ogni bambino che viene nel mondo ha diritto, una paternità e maternità che significhino per lui:

“ E’ bene per noi che tu sia qui.”

Ma credo anche di capire che non è solo per Teghisti, Fiore, Timnit e le altre, ma che è bene per noi, sì, proprio per noi, che loro ci siano.


Buon Natale.

Luciana

* Per la legge etiopica il cognome corrisponde al nome del padre.