Il villaggio dei bambini
Che cosa è il “Villaggio dei bambini?”
E’ la nostra base ad Adwa, nel nord dell’Etiopia, sull’altopiano del Tigray, a circa 1900 metri di altitudine, ai confini con l’Eritrea
Il Villaggio è stato costruito in tempi brevissimi, considerato che l’inizio dei lavori è avvenuto nel gennaio del 2004 e che il Villaggio ha iniziato ad operare
nel Febbraio 2005.
Il Villaggio è destinato ad ospitare i bambini orfani abbandonati.
Nel Villaggio è stato scavato un pozzo per evitare carenze idriche, ed è stato costruito un muro di recinzione, per la protezione
anche dagli animali, in particolare le iene, che sono assai numerose ed è stato installato anche un generatore per far fronte alla periodica mancanza di elettricità.
Grazie anche all’acqua del pozzo è stato possibile attivare un orto che consente abbondanti raccolti di una notevole
varietà di verdure ed ortaggi (zucchine, cetrioli, rape rosse, insalata di vario genere, bieta, broccoli, ecc.) e di alberi da frutta (aranci,papaye,banane e manghi, etc..)
Il Villaggio, per le necessità legate al suo funzionamento, si approvvigiona presso i negozietti locali od al
mercato del sabato.
Vedi la sezione "Che cosa è - le adozioni a distanza"
Si comprano quindi sul posto carne, uova, polli, pomodori, patate, riso, thief (il cereale
locale), farina, grano, olio di semi, sale, zucchero, latte in polvere, ecc. nonchè il gasolio per il gruppo elettrogeno
ed i due automezzi (di cui uno utilizzato come ambulanza).La presenza del villaggio contribuisce anche in modo significativo, anche a sostenere e sviluppare l'economia locale
L’ospitalità di bambini orfani.
In Etiopia gli orfani sono moltissimi, per le cause più svariate, la principale delle quali è la morte di entrambi i genitori per malattia, ovvero della madre già
abbandonata dal padre. In tal senso Aids e tubercolosi mietono moltissime vittime. Il fenomeno è anche legato all’elevata
mortalità delle donne per parto (1 su 9). Nei villaggi, isolati tra le montagne, costituiti da poche capanne distanti tra loro anche centinaia di
metri, e comunque lontani dai centri più importanti, tale rapporto è ovviamente ancora più drammatico e la mancanza di un seno materno significa
spesso la morte del bambino.
Con la morte dei genitori i bambini, anche piccolissimi, si ritrovano soli ed abbandonati e devono provvedere a se stessi. E’ difatti possibile trovare famiglie nelle quali un bambino od una bambina di 10/11 anni svolgono il ruolo di capofamiglia e provvedono ai fratellini più piccoli. Per sopravvivere devono elemosinare, rubare qualcosa al mercato del sabato.
Abbiamo verificato casi di bambine di cinque o sei anni costrette a svolgere il ruolo di "donna di casa" di qualche anziano mendicante, occupandosi della pulizia della casa, della preparazione dei pasti, dell’approvvigionamento dell’acqua, e di quanto altro.
Il “Villaggio”, concepito per far fronte a questa situazione, è una struttura stabile che si propone di accogliere ed ospitare in permanenza i bambini orfani abbandonati, per i quali il “Villaggio dei bambini” è, veramente, un “paradiso” che li toglie da tali drammatiche situazioni.
Spesso i bambini ci giungono, tramite la polizia locale, alle quale sono stati portati da chi li ha trovati abbandonati sul greto del fiume, fuori da qualche capanna, o nascosti da qualche altra parte.Frequentemente si tratta anche di bambini portati da parenti, dopo che la madre, è morta in seguito al parto.
E’ costituito da 16 casette, in ognuna delle quali vivono nuclei familiari composti da 6/8 bambini - per un totale complessivo, al termine dei primi cinque anni, di 100/120 bambini - affidati ciascuno alle cure di una donna locale, da noi selezionata ed istruita, che svolge funzioni di "tata"
Francesco e Nevia sono peraltro i punti di riferimento, anche familiare, per tutti i bambini e per tutte le mamme, danno gli indirizzi educativi e di comportamento, anche attraverso frequenti riunioni o valutando, caso per caso, le comuni problematiche familiari o del singolo bambino che, dato il sempre crescente numero di bambini, si trovano a dover fronteggiare in misura evidentemente assai ampia ed allargata.
L’educazione scolastica viene integrata, all’interno del Villaggio, da corsi di inglese e da persone che svolgono l’attività di insegnanti di sostegno per lo svolgimento dei compiti scolastici.
Per i più piccoli vi è una sorta di asilo nido, dove cominciano a familiarizzare con le lettere dell’alfabeto e con i numeri, con qualche parole di inglese, con alcune nozioni igieniche.
Ciò consente di farli crescere in un ambiente familiare sereno con affetti stabili,, apprendendo, fin da piccoli, comportamenti igienici e sanitari, abituandosi ad apprezzare la vita familiare comune, ricevendo un’educazione scolastica e familiare, che incideranno positivamente sulla loro vita futura.
I bambini sono ospitati nel Villaggio, fino al compimento dei diciotto anni, frequentano la scuola pubblica e, successivamente, un corso di addestramento professionale.
All’uscita dal Villaggio continueranno ad essere seguiti per la ricerca dell’abitazione, di un lavoro o l’avvio di un’attività artigianale, commerciale o di piccola impresa.
A tal fine viene accantonata una minima parte dell’importo dell’adozione, per costituire un fondo che servirà a consentire questo ulteriore sostegno.
Nel “Villaggio” esiste anche una struttura comunitaria (multipurpose), utilizzata per mangiare tutti insieme almeno una volta alla settimana, svolgere alcuni corsi di attività artigianali per le donne da noi assistite e le mamme dei bambini ricoverati nel “Centro di Emergenza” (cucito, igiene, ecc.), far studiare i bambini.
Esistono poi un’area giochi per i bambini ed i locali per gli uffici, che servono anche per l’attività di primo incontro con le persone che vengono a chiedere aiuto e sostegno.
(Vedi sezione ”Che cosa è – Le Adozioni degli orfani del Villaggio”)
I versamenti possono essere effettuati a favore della:
“Fondazione James non morirà – onlus”
Con bonifico bancario
c/c 7103
Credito Artigiano-sede di Roma
Cod. IBAN: IT38H0351203200000000007103
o postale
c/c postale 37182698